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Ontologia OWL di DCAT-AP_IT

E” stata definita un’ontologia OWL serializzata in RDF/XML e disponibile in dati.gov.it nella sezione ontologie (onto). L’IRI dell’ontologia è http://dati.gov.it/onto/dcatapit

La scelta di creare un’ontologia OWL è dettata da diverse motivazioni. In primo luogo è importante ribadire che il profilo applicativo italiano non è uno standard di per sé, ma è un profilo di interoperabilità derivato dal profilo europeo DCAT-AP. DCAT-AP, secondo quanto riportato dalle specifiche, a sua volta “intende essere uno strumento da utilizzare in un ambiente di tipo Linked Data”. Evidenziare i benefici del paradigma dei Linked Data, soprattutto in relazione al raggiungimento di obiettivi di interoperabilità semantica, non rientra tra gli obiettivi di questa guida; a tal proposito i lettori interessati possono far riferimento alle linee guida della Commissione di Coordinamento SPC pubblicate da AgID nel 2012 e intitolate “Interoperabilità semantica attraverso i Linked Open Data”. Tuttavia, è importante sottolineare l’importanza della definizione di un’ontologia OWL.

Le ontologie si stanno sempre più sviluppando come strumento formale di rappresentazione, sulla base di specifici requisiti, di un dominio di conoscenza. In particolare, al fine di massimizzare la condivisione della conoscenza e garantire interoperabilità semantica, l’ontologia consente di descrivere la semantica dei dati con una terminologia concordata che può essere poi successivamente riusata anche in altri contesti con simili obiettivi. Tipicamente l’ontologia non è un obiettivo di per sé ma costituisce una base solida per poter sviluppare, al di sopra di essa, applicazioni e servizi avanzati semantici, sempre più diffusi con lo sviluppo dei Linked Data e in ambito World Wide Web.

Secondo diversi ricercatori del settore, nel creare vocabolari e/o profili di interoperabilità (come nel caso di DCAT-AP e DCAT-AP_IT), è importante seguire determinati principi che consentono una pubblicazione virtuosa degli stessi. I principi sono derivati da quelli del paradigma Linked Data. Pertanto, nella creazione di vocabolari, profili di interoperabiiltà e ontologie, è importante non limitarsi alla pubblicazione di un documento di specifica ma garantire una pubblicazione sul Web in formato aperto, machine-readable e possibilmente attraverso l’adozione di standard, con l’uso di URI (Uniform Resource Identifier) persistenti e deferenziabili e con l’associazione di una licenza aperta che ne consenta il massimo riutilizzo.

Questo approccio, seguito ampiamente nella definizione dell’ontologia DCAT-AP_IT, consente di:

  • massimizzare il riutilizzo dell’ontologia stessa, anche in altri contesti;
  • collegare l’ontologia ad altre già presenti nel web dei dati. Per esempio, lo sviluppo OWL dell’ontologia DCAT-AP_IT ha consentito di collegarla all’ontologia OWL del profilo CPSV-AP_IT abilitando così un collegamento tra dati e servizi;
  • porre le basi per la costruzione di applicazioni avanzate che utilizzano l’ontologia. Ne sono un esempio anche i meccanismi automatici di harvesting verso altri portali (e.g., portale europeo dei dati);
  • porre le basi per garantire interoperabilità semantica anche nella definizione di metadati descrittivi di dati e di cataloghi delle pubbliche amministrazioni.

A questo va aggiunto che è altresì importante garantire che l’ontologia sia facilmente comprensibile da persone e non solo da software. A tal proposito, è cruciale fornire:

  • un’ontologia OWL dove le etichette, assegnate alle varie proprietà e classi, e i commenti siano in più lingue (così l’ontologia OWL DCAT-AP_IT è espressa sia in italiano che in inglese);
  • strumenti che consentano di navigare facilmente l’ontologia attraverso il Web. A tale proposito l’ontologia OWL di DCAT-AP_IT può essere acceduta e consultata mediante strumenti quali LODE (DCAT-AP_IT è navigabile via LODE in italiano e in inglese) e WebVOWL (DCAT-AP_IT ha una rappresentazione grafica).
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